14 9 / 2011
Miliband copia Renzi. Cioé sfancula i sindacati
Non gliel’ha mandato a dire, il leader post New Labour eletto con il supporto dei sindacati: glielo ha proprio detto in faccia, all’annuale appuntamento della Trade Unions Conference. Gli ha detto: ‘scioperare contro gli interventi sulle pensioni del servizio pubblico, è un errore‘. E giù fischi. Ma quelli si sapevano già. E non per questo Miliband il giovane si è lasciato intimorire o magari solo condizionare. Ora, se Miliband fosse stato un membro del Pd avrebbe detto: e a me chi me lo fa fare di dire quello che penso sia giusto fare. Sono all’opposizione, mi oppongo. A prescindere. E ai sindacati avrebbe detto: e sì compagni lavoratori, scioperiamo. Ma Miliband una simile stronzata paracula non si è sognato neanche di ipotizzarla. Tant’è che è già il secondo sciopero indetto dai sindacati (che in Uk sono nel consiglio di amministrazione del Labour, cioé votano) – il primo, sui tagli, consumato qualche tempo fa – al quale il leader laburista dice ‘no’. E ha reiteratamente detto ‘no’ per una miriade di buone ragioni, una parte delle quali esemplificata in uno dei passaggi dello speech di oggi: ”The challenge for unions is this: to recognise that Britain needs to raise its game if we are to meet the challenges of the future and to get private sector employers in the new economy to recognise that you are relevant to that future.” Ragionevole, lucido: intervenire sulle pensioni non è una opzione, ma una inevitabile, deterministicamente indotta, socialmente condivisibile necessità. Si può non capirlo? Beh, si può far finta di non capirlo. Si può cioé far finta – quando si è all’opposizione – che sulle pensioni, sul mercato del lavoro, sulle forme e i diritti di rappresentanza, Pd e Cgil, una faza una raza. Ma si fa finta, appunto. Perché si sa benissimo che, qualora mai si arrivasse al governo, il punto di partenza sarebbe il dato socio-economico che più macroscopicamente espone il paese all’ingiustizia inter-generazionale ed all’insolvibilità. E quel dato è che paghiamo di pensioni assai più di quanto incassiamo di contributi. Ovvio, allora: si può mica andare avanti così! Perché il Pd non comincia a parlarne? Apparirebbe più credibile, susciterebbe più interesse, non foss’altro perché, per una volta, apparirebbe meno populisticamente speculare dell’avversario. E invece… E invece Bersani a Pesaro è andato blaterando qualcosa a proposito della piattaforma dei socialisti europei alla quale il Pd starebbe lavorando. Fico, ma qualcuno cominci a tradurgli la posizione del Partito britannico fratello.
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